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Vini rossi altoatesini

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vini rossi altoatesini

Che l’Italia producesse, ormai da anni, grandi vini pregiati espressione di un patrimonio ampelografico unico al mondo; ciò grazie alla diversità dei terreni, alla struttura morfologia delle varie regioni, alle diverse condizioni ambientali e alla diversa influenza del vento e del mare, fattori ci fanno essere un UNICUM rispetto ad altre grandi nazioni produttrici di vini; ma qualche numero è opportuno evidenziarlo. Il valore del nostro EXPORT è quantificabile in 5/6 miliardi di euro, ossia il 14% sull’export totale del settore agroalimentare italiano; 20 milioni di ettolitri; più di 1 milione e 250.000 gli addetti nell’ambito della filiera.

E tra le tante regioni che si stanno distinguendo, l’Alto Adige può essere considerata una regione a sé, con un variegato e ricco patrimonio ampelografico ed enologico. E oltre ai famosissimi bianchi, eccellenza della nostra produzione vinicola, come il fruttato e amabile TRAMINER e il SYLVANER, perle prodotta nella provincia autonoma di Bolzano, anche i rossi sono sempre più apprezzati nell’ambito nazionale ed internazionale.

I vini rossi in Altoadige

Nonostante la rigidità del clima (nei mesi invernali la temperatura scende in modo vertiginoso fino a scendere ampiamente sotto lo zero, unita a precipitazioni nevose che possono raggiungere livelli estremamente consistenti), si è comunque riusciti ad impiantare piante di vigna a fondo valle, riuscendo ad ottenere ottimi risultati in merito alla qualità del vino. Accanto ai due storici vitigni autoctoni, come lo Schiava e il Lagrein, da più di un secolo si coltivano con grande successo le qualità d’uva più classiche e rinomate (Pinot nero, Merlot, Cabernet sauvignon e franc) che, in virtù del particolare clima altoatesino, sono cresciute sviluppando caratteristiche proprie e autonome, ma mantenendo qualità eccellenti e pregevoli. L’intelligente politica delle cantine del luogo è riuscita a valorizzare la conoscenza di questi eccellenti prodotti grazie alla ideazione di differenti percorsi enodidattici e itinerari enoescursionistici, che consentono la possibilità di coniugare la bellezza della natura con la conoscenza del vino; gli amanti delle escursioni e del trekking possono contestualmente immergersi in paesaggi unici e onirici e assaporare, nelle varie tenute vinicole, le uve prodotte da questa terra paradisiaca.

Zone vinicole e vini rossi

Bassa Atesina

In questa che rappresenta l’area vinicola più estesa dell’Alto Adige, dove l’alta temperatura e il clima temperato, anche in virtù della vicinanza al lago di Garda, si producono vini maturazione tardiva, dal gusto pieno ed estremamente equilibrati. Del resto, scendendo da Bolzano a Salorno, nel territorio più meridionale della provincia di Bolzano, l’altitudine dei vigneti scende fino ai 200 metri di quota; a queste latitudini, oltre ai più celebrati e decantati bianchi, nelle zone di Mazzon e Montagna, si produce l’ottimo Pinot nero e una raffinata qualità di Cabernet.

Oltradige

Zona caratterizzata dalla impressionante varietà dei vitigni, che lambisce le colline vicino al Lago di Caldaro, dominata dalla produzione della Schiava ma aperta a nuove sperimentazioni che ne hanno ampliato la produzione sia, in termini di qualità, che di varietà dei vitigni. Anche qui, oltre al Pinot nero, possiamo trovare gli strutturati Merlot e Cabernet.

Val Venosta

Valle legata storicamente e culturalmente alla produzione delle mele, grazie alla ideale posizione permette la produzioni di vini contraddistinti da raffinatezza ed eleganza. La particolarità dei terreni,molto sabbiosi e asciutti, costituisce l’habitat ideale per la produzione del già citato Pinot Nero

Merano

Il clima mite e temperato e i terreni tipicamente mediterranei fanno si che questa zona possa essere considerata la patria del vino rosso altoatesino. La maggior quantità di vini a base di Schiava vengono prodotti in questa area; anche il Merlot sembra essersi ben adattato a queste latitudini. I vini qui prodotti tengono a mantenere un ottimo grado di acidità.

Bolzano

Qui si concentra la grande produzione dei rossi, sfiorando quasi il 65% rispetto alla percentuale, più esigua, di pruduzione dei bianchi. Collocata tra due fiumi, l’Adige e l’Isarco, la terra gode della fertilità data dalle loro acque e dalla particolare esposizione ai raggi solari. Qui cresce uno dei simboli della “nobiltà” vinicola della zona : il Santa Maddalena, che matura sulle colline omonime a Nord-Ovest di Bolzano.

Valle Dell’Adige

Nelle colline site tra Bolzano e Merano si assiste alla produzione di rossi dai sapori prettamente aromatici. La secchezza dei terreni, estremamente poveri di humus e ricchi di argilla sabbiosa, ha contribuito allo sviluppo di rossi molto prestigiosi, come il Cabernet e il Merlot.

I Rossi più famosi del Trentino-Alto Adige

Ma andiamo a scoprire meglio alcune di queste meraviglie prodotte dalle più rinomate cantine del luogo:

Pinot Nero della Casata Monfort

Se il PINOT NERO ha ricevuto, in passato, l’appellativo di RE DI BORGOGNA, degustando questo ottimo Pinot della Casata Monfort possiamo percepirne la sua incredibile personalità e la raffinata eleganza, elementi che mantengono viva e immutata la tradizione ma che orientano questo prodotto a un futuro sempre più roseo. E’ un vino ricavato in purezza dall’omonima uva, dal colore rosso rubino intenso, ad alto contenuto tannico, maturato in barrique per circa un anno. Pensate che dallo stesso vitigno, vinificato in bianco, si produce lo Champagne, vino nobile per eccellenza d’oltralpe. All’olfatto si rimane colpiti ed impressionati dall’intensità dei profumi dei frutti tipici della zona(lamponi, mirtilli, amarene). Il gusto è delicatamente fruttato lasciando retrogusto gradevolmente amarognolo.

proposta_Pinot_Nero_Casata_Monfort

Lagrein

Questo vitigno, il principale dei rossi autoctoni della zona, è un vino di colore rubino vivace; i suoi sentori di mirtillo, di mora e di erbe aromatiche lo rendono piacevolemnte fruttato ed armonioso; degustandolo ne ricaverete una melodiosa pienezza arricchita da una morbida acidità.
L’evoluzione di questo vino consente di trovarne versioni dove, si può percepire anche una nota di cacao e di legno balsamico.

Moratel

Espressione dell’unione del Lagrein e Cabernet si sviluppa su terreni sono di origine morenica, con significativa composizione in limo e in argilla Il colore è colore rosso intenso. Si caratterizza dalla particolare complessità aromatica, espimento arome tipici dei frutti di bosco. Al gusto viene apprezzata la sua morbidezza. Ideale da abbinare assieme alle carni rosse.

Marzemino

Come il precedente, questo vino autoctono della zona Trentina, manifesta un coloro rosso rubino decisamente luminoso. La freschezza di questo vino lo rende adatto a tutti i tipi di carne rossa e di selvaggina, ma risulta particolarmente indicato per accompagnare aperitivi cosi come si presta altrettanto bene con i salumi. E’ un vino da accompagnare ad una temperatura dai 14 ai 16 gradi, cosi da mantenerne inalterata la freschezza e l’aroma.

Merlot Rocol Borgo Dei Posseri

Con il Merlot entra in gioco la tradizione e la storia essendo questo vitigno, originario della Gironda, menzionato già a partire dal 1700. Ma la sfida di questo vino è quella di coniugare la storia con le condizioni climatico ambientali teoricamente non idilliache;viene infatti coltivato a 600 metri di altezza, sui cosiddetti terreni poveri capaci, invece, di regalare un gioiello di questa portata. Il grado alcolico (13,5%), la maturazione per 13 mesi nelle botti in barrique contribuiscono a rendere l’eleganza e la robustezza tipiche del Merlot. Le sue qualità organolettiche lo rendono decisamente adatto ad abbinarsi con minestre asciutte, grigliate di carne grigliate e formaggi stagionati. ; all’ olfatto si percepirà un profumo lungo e vellutato e soprattutto persistente. Il sapore risulta armonioso e morbido.

proposta_Merlot_Rocol_Borgo_Dei_Posseri

Teroldego

Punto di riferimento produttivo della zona circoscritta nelle pianure alluvionali della piana Rotaliana, il Teroldego è uno dei protagonisti della eterna lotta “intestina” (Trentino vs Alto Adige) con il Lagrein, con cui condivide il colore decisamente saturo e la spiccata intensità di frutto. Grazie alla cosiddetta “plasticità produttiva” è un vino che da un ottima resa anche se prodotto in quantità notevoli. Si caratterizza per la sua robusta piacevolezza , per la sua gradazione media piuttosto bassa per un rosso (11,5% anche se può raggiungere i 13,5%)rispetto alla sua maturazione medio/tardiva. Al nostro odorato risulta il profumo tipicamente floreale (i lamponi e le mandorle dominano i nostri sensi) e rotondo mentre il suo gusto è decisamente strutturato con una leggera acidità. E’ un vino da abbinare a selvaggina o a carni saporite.

Gran Masetto

La sublimazione del Teroldego, la sua consacrazione. Questo vino, prodotto infatti al 100% dal vitigno del Teroldego, ha valorizzato appieno le potenzialità e le qualità delle uve, creando un vino davvero importante e maestoso. L’elevata gradazione (15%)da un idea della enorme strutturazione di questo vino, da servire rigorosamente non al di sotto dei 18° in modo da non farne perdere le complesse e speciali qualità organolettiche. La complessità degli odori che si percepiscono al naso (un mix di aroma di marmellata, di frutta matura, di spezie e di sfumature celestiali con, infine, un impercettibile effluvio di burro) unita a un sapore che sprigiona la sua potenza e la sua persistenza nel palato) lo rendono adatto ad abbinamenti con carni con personalità, con selvaggina e con salumi decisamente stagionati.

Rebo

Questo vino, il cui nome deriva dall’ideatore del felice incrocio genetico tra Merlot e Teroldego, è un ottimo rosso, che concilia e contiene la morbidezza fruttata dei profumi tipici del Teroldego, unitamente alla vigorosità e alla fermezza emblema del Merlot. Nonostante sia in grado di resistere a un moderato invecchiamento è un vino che si consiglia di bere “giovane”, senza farlo maturare troppo; il suo colore rosso rubino vivo con spiccate tonalità violacee, rappresenta appieno non solo le caratteristiche degli acini (dalla buccia pruinosa e,appunto, dal colore blu-nero) ma anche la sua freschezza e gioventù. La moltitudine di odori che si sprigionano variano dalle note minerali agli aromi floreali ; decisamente morbido e delicato è invece il suo gusto che, con una gradazione che non supera il 13%, ben si coniuga con i secondo di carne e i formaggi freschi.

Meranese

DOC prodotto nella zona di Bolzano si ottiene dalle uve dalle Schiava (di solito per il 65-70 %) assieme a quelle di altri vitigni (solitamente il Merlot), espressamente autorizzati. La gradazione può andare dagli 11% fino ad arrivare, nei vini con più di 3 anni di invecchiamento ai 13,50% . Il colore è un rosso decisamente acceso mentre al naso emana i piacevoli odori delle mandorle, dei frutti rossi e delle violette.Il sapore è estremamente delicato , ricco di tannini, con retrogusto amabilmente sottile e sapido. Gli abbinamenti che si suggeriscono sono i seguenti: carni ovine, anche se non disdegna le carni rosse: una buona costata di manzo ai ferri o una ben cotta entrecòte.

Schiava

“Gli ultimi saranno i primi?!?!” Mai detto fu più adatto per lo Schiava, emblema della produzione vinicola altoatesina. Se il popolo può essere identificato con un vino, lo Schiava rappresenta l’identità popolare del Trentino -Alto Adige. Eppure, questo vino un tempo cosi largamente diffuso, oggi viene prodotto in quantità cosi limitate da poter esser considerato un vino di nicchia, assumendo e meritandosi la denominazione DOC, prodotto nelle zone del Lago di Caldaro. Vi starete chiedendo da dove derivi il suo nome; a differenza di tutti gli altri vitigni dai nomi nobili e altolocati lo Schiava sembrerebbe derivare la sua nomea dal modo in cui venivano coltivati i suoi vitigni; invece di disporre le viti in modo autonomo e libero venivano “schiavizzate” in filari, rigidamente ordinati. Chi non avesse mai avuto modo di provare questa prelibatezza rimarrebbe impressionato dalla sua profumazione delicata; le percezioni olfattive ci regalano esalazioni di frutta rossa matura adagiate su un sottofondo di mandorla amara. La consistenza dello Schiava è ad intensità media e cosi come il suo corpo. La particolarità gustativa di questo vino è che riesce a creare un armonia perfetta tra naso e palato, tra olfatto e gust . Evitate carni troppo saporite , cibi ricchi e pietanze dal gusto particolarmente intenso ; grazie al suo gusto delicato, alla sua gradazione non eccessivamente elevata e alla sua gradevolezza trova la sua alchimia perfetta con Perfetto con le carni bianche, è un vino ideale per un apertivo easy e conviviale.

Conclusione

Se anche voi, come Johann Wolfgang von Goethe, siete d’accordo nella considerazione che “La vita è troppo breve per bere vini mediocri”, non lasciatevi condizionare da chi pensa che un vino vale l’altro ma lasciatevi conquistare e sedurre dalla storia,dalla tradizione, dall’innovazione che la centenaria cultura vinicola Trento -alto atesina porta avanti con fierezza ed orgoglio. E se anche Eschilo, nel 400 a.c. diceva che “Il bronzo è lo specchio del volto,il vino quello della mente. ” lasciate che la vostra mente si specchi in quell’angolo, a volte vergine e inesplorato, della nostra storia e assaporate la magia prodotta dalla capacità innata dell’uomo di saper sfruttare e valorizzare i tesori che la natura ci regala.

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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