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I vini bianchi campani: un elenco dei migliori

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vini campani pregiati

Quando si pensa ai vini campani, spesso il pensiero va ai vini pregiati rossi quali il Taburno, il Taurasi, il Falerno, tutti di antichissima storia e di incontestabile valore enologico.

In realtà, questa regione è molto conosciuta per degli ottimi vini bianchi pregiati che non hanno nulla da invidiare a quelli più blasonati. Stiamo parlando infatti di Greco di Tufo, Falanghina del Sannio e Fiano di Avellino che possono essere annoverati senza timori tra i migliori vini campani.

Greco di Tufo Docg

Il vitigno Greco, come l’Aglianico, condivide antichissime origini che si fanno risalire al I secolo a.C. quando venne introdotto per la prima volta da coloni greci. Da ciò ne consegue che il Greco è uno dei vitigni più antichi presenti nel nostro paese. La produzione di questo vino oggi si è stabilita nella provincia di Avellino, precisamente in 8 comuni, ma in origine era circoscritta ai piedi del Vesuvio.

E’ uno dei pochi vini bianchi che si possono fregiare della Docg, ottenuta nel 2003, già Doc dal 1970. Altra peculiarità è la sua predisposizione all’invecchiamento di cui pochi vini bianchi si possono vantare.

Il Greco di Tufo si produce con almeno l’85% dell’omonimo vitigno, anche se spesso è utilizzato in purezza, a cui è consentito aggiungere un 15% di Coda di Volpe, altro vino dell’area campana.

Le sue caratteristiche sono un colore giallo paglierino intenso, un profumo gradevole e delicato e una sensazione al palato di grande intensità: un gusto asciutto e armonico che diventa più complesso e piacevole quando è invecchiato in botti di legno.

Gli abbinamenti migliori per il Greco di Tufo sono ovviamente i piatti di pesce, specie i crostacei ed i frutti di mare ma non solo: da provare con formaggi freschi e molli, come la mozzarella, o con un risotto ai porcini. Esiste anche una versione spumantizzata con metodo classico che sposa con tutti gli antipasti freddi o come perfetto aperitivo. La temperatura di servizio è di 10 gradi.

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Falanghina del Sannio Doc

Continuando il nostro viaggio tra i vini campani dobbiamo soffermarci sulla Falanghina. Sebbene le origini del vitigno Falanghina si perdano nella notte dei tempi, gli esperti sono inclini a pensare che sia contemporaneo agli altri vitigni autoctoni della zona, come il Greco e la Coda di Volpe, risalenti al primo secolo a.C. Ne esiste una variante nel territorio di Napoli e precisamente nell’area vulcanica del Campli Flegrei che sembra avere caratteristiche simili a quella sannita ma ne rimane comunque distinta.

La Falanghina del Sannio è prodotta esclusivamente nel territorio della provincia di Benevento in 4 aree principali, ognuna delle quali racchiude una serie di comuni autorizzati alla sua coltivazione e produzione: queste aree sono Solopaca, Sant’Agata dei Goti, Guardiolo e Taburno.

Nel 2011 gli è stata riconosciuta la Doc più che altro per distinguerlo da un’altra produzione locale chiamata “Sannio”.

Si produce con almeno l’85% di uve Falanghina a cui si possono aggiungere una o più uve a bacca bianca coltivate nella provincia di Benevento. Oltre alla Falanghina del Sannio classica se ne producono altre due tipologie: quella passita e quella spumantizzata.

Le caratteristiche di questo vino sono il suo colore giallo paglierino intenso, un profumo lievemente fruttato e un sapore asciutto e fresco.

Si abbina pregevolmente con piatti di pesce in genere e crostacei ma anche con formaggi freschi o poco stagionati e va servito ad una temperatura ideale di 8-10 gradi.

migliori vini bianchi campani

Fiano di Avellino Docg

Tra i vini bianchi campani pregiati troviamo anche il Fiano. Il vitigno fu introdotto in Italia dai Greci come del resto la maggior parte dei vitigni dell’Italia meridionale, anche se non vi è certezza assoluta. Quello che è certo fa riferimento al nome del vitigno denominato “uva apiana” per la composizione particolarmente zuccherina degli acini che attiravano le api verso i vigneti. Da Apiano ad Afiano ed infine a Fiano il passo è breve.

Questo vino bianco è coltivato e prodotto in 26 comuni compresi nella sola provincia di Avellino.

Oggi la produzione ha raggiunto dei livelli interessanti sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo ma il vitigno ha rischiato di scomparire quando nella prima metà del XX secolo fu vittima della filossera che quasi cancellò vigneti e produzione. Solo con un’opera paziente e costante lunga una quarantina di anni si è riusciti a risalire la china.

Apprezzato in antichità da re e imperatori, questo vino rappresenta quanto di meglio può esprimere il Sud Italia in merito ai vini bianchi, insieme a Falanghina e Greco di Tufo tanto da ottenere prima la Doc nel 1978 e infine la consacrazione con la Docg nel 2003.

Il Fiano si produce con almeno l’85% del vitigno omonimo a cui è consentito aggiungere altri vitigni a bacca bianca che si possono coltivare in zona quali: Coda di Volpe, Trebbiano toscano o Greco.

Il Fiano ha un colore giallo chiaro, un profumo elegante e deciso con un sapore equilibrato e caratteristico con note di frutta secca. Come gli altri bianchi campani, anche il Fiano si presta all’invecchiamento facendo emergere note più profonde ed eleganti.

Si abbina perfettamente con i piatti a base di pesce e con i crostacei ma anche con carni bianche e formaggi freschi o poco stagionati come la mozzarella di bufala. Va servito ad una temperatura tra gli 8 e i 10 gradi.

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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