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Profumo di…basilico

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il basilico dentro casa

Il basilico è una pianta erbacea disponibile tutto l’anno, a patto che il clima sia abbastanza mite, laddove lo si voglia coltivare. E’ famoso il suo intenso profumo che lo ha incoronato tra le più diffuse e utilizzate spezie e piante aromatiche in cucina.

Origini

Pare che il basilico sia originario dell’India e che sia arrivato in Italia attraverso la Grecia dei tempi di Alessandro Magno, circa 350 anni prima di Cristo. Sul suo nome non c’è una spiegazione univoca. Qualcuno tende a far derivare l’etimologia dal nome greco basilikon (regale, maestoso) riferito alla figura del monarca basileus che ha dato luogo alla parola latina tardo medievale basilicum.

Per i Romani, tuttavia, prima che divenisse un alimento, il basilico era considerato come un simbolo di odio e sfortuna, legato a qualcosa di diabolico. Lo stesso Plinio il Vecchio attribuiva ad esso la facoltà di dare origine a stati di torpore e di pazzia.

Anche nel Medioevo non ebbe vita facile: prima usato per alleviare e curare le ferite ma di fondo considerato legato della magia nera.

il pesto di basilico

Coltivazione del basilico

Il basilico si coltiva bene un po’ dappertutto, perfino sul balcone di casa. L’importante è che sia esposto al sole ad una temperatura che oscilli tra i 20 ed i 25 gradi, tipico del clima mediterraneo primaverile. Va innaffiato con una certa frequenza ma non ama l’eccesso di acqua. Infatti, bisogna stare attenti a non lasciare che l’acqua ristagni perché potrebbe far marcire le radici.

Di solito va seminato all’inizio della primavera, tra marzo e aprile, mentre la fioritura avviene tra giugno e settembre. Per far crescere il basilico in maniera rigogliosa e allungarne la vita bisogna staccare regolarmente le punte dove spuntano i fiori.

Oltre a questo, sarà bene controllare che le foglie non presentino delle macchie grigie, in quanto il basilico è molto sensibile alle malattie di cui sono responsabili funghi e parassiti. In questo caso è necessario usare qualche prodotto specifico per far guarire la pianta.

Un’ulteriore raccomandazione per rinvigorire il basilico è quella di staccare di frequente le foglie non partendo dal basso dove ci sono quelle più grandi ma da quelle che si trovano a circa un terzo della sua altezza.

Facendolo spesso, specie quando la pianta è giovane, si eviterà che produca i fiori e quindi i semi.

Le proprietà

Abbiamo visto come in passato, spesso, questa pianta sia stata utilizzata più come medicinale che come spezia. Ancora oggi, il basilico viene utilizzato in alcune medicine popolari per preparare più che altro infusi ad azione sedativa, antinfiammatoria, diuretica e antispastica delle vie digerenti.

Tuttavia, bisogna segnalare alcuni aspetti inquietanti per certi versi. Infatti, il basilico contiene due elementi cancerogeni (almeno su ratti e topi) che sono l’estragolo e il metileugenolo. Bisogna però dire per completezza che, secondo gli esperimenti compiuti, solamente una quantità enorme di queste sostanze può provocare il cancro. Per di più, la combinazione di questi con altri alimenti ne riduce, se non annulla del tutto, l’effetto tossico sull’uomo.

Un altro studio ha accertato la proprietà fungicida e repellente per gli insetti in generale ed ha sottolineato che alcuni estratti della pianta sono letali per le zanzare.

proprietà del basilico

In cucina

Il basilico presenta, come pianta, una miriade di varietà che arrivano a circa 60. Molte di queste si trovano in paesi tropicali e molte in paesi asiatici molto lontani da noi. Tuttavia, nella cucina asiatica in genere, compare molto spesso. A Taiwan, in particolare, è facile trovare foglie intere di basilico nelle zuppe o nel piatto tradizionale che è il pollo fritto.

In Italia, possiamo dire che ci sono principalmente tre varierà che vengono usate: il basilico comune crespo, con foglie grandi e increspate e forte profumo, il basilico lattuga o basilico napoletano con delle foglie molto grandi e il basilico genovese con foglie più piccole e lisce, usato per la produzione del famoso pesto alla genovese, con olio, pinoli, aglio e parmigiano.

L’uso principale che se ne fa nel nostro paese è più che altro di spezia di condimento con lo scopo di abbellire e insaporire le pietanze. L’uso del basilico fresco in foglie è quello migliore in assoluto.

Ecco allora fare la sua comparsa su una pizza margherita con mozzarella di bufala e pachino, nella famosa “caprese” con mozzarella e pomodoro insalataro fresco o nel più classico dei piatti italiani o mediterranei che fanno parte dell’immaginario collettivo: gli spaghetti al pomodoro fresco. Sinceramente, senza una foglia di basilico fresco, non riusciamo proprio ad immaginarceli!

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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