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Il peperoncino, benefici e consigli d’uso

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Il peperoncino è una delle spezie più antiche al mondo conosciuta già 5000 anni prima di Cristo in America centrale e poi importata in Europa e nel resto del mondo

Il peperoncino è una delle spezie più antiche al mondo. La sua piccantezza è data dalla capsaicina, il suo principio attivo. Usato con moderazione esalta i sapori di alcuni piatti e, non di meno, fa molto bene alla salute. Si sa che consumato fresco non ha paragoni ma se vogliamo disporne tutto l’anno è necessario imparare quei modi che servono a conservarlo al meglio.

La pianta fa parte della famiglia delle Solanacee del genere Capsicum, conosciuta già 5000 anni prima di Cristo in America centrale e poi importata in Europa e nel resto del mondo ad opera degli spagnoli, dopo la scoperta dell’America.

Il peperoncino, come si usa

In Calabria, terra di peperoncino per antonomasia, il peperoncino calabrese appunto, che sembra essere in Italia uno dei più conosciuti e diffusi, lo si usa fresco, appena staccato dalla pianta, lavato e tagliato a pezzettini direttamente sulla pietanza oppure viene utilizzato in polvere dopo che è stato essiccato e macinato. Il peperoncino piccante viene spesso conservato sott’olio in quanto mantiene i sapori e la piccantezza inalterati, e allo stesso tempo anche l’olio, assumendo il piccante, può essere così usato come il peperoncino per insaporire i piatti. Esistono, però, altri modi per conservarlo che vediamo qui di seguito.

Coltivare il peperoncino

E’ sicuramente un’attività non semplice né tantomeno breve in quanto, se si parte dalla semina, il percorso per arrivare a far germogliare una pianta e curarla nel modo giusto fino alla produzione dei peperoncini dura diversi mesi, diciamo da marzo a luglio. Possiamo dire che è una pianta, in genere, abbastanza resistente, ha bisogno di molta luce solare e non va annaffiata di frequente. Internet è un’ottima fonte per reperire informazioni sulla sua coltivazione, per cui suggeriamo di usare questo fantastico strumento a chi ne fosse interessato.

Benefici del peperoncino

Molto spesso si associa l’effetto della capsaicina, quindi la piccantezza, ad un effetto irritante. In effetti non c’è errore più grave perché il peperoncino ha numerosi effetti benefici sul nostro organismo a diversi livelli. In genere la capsaicina ha effetti analgesici, antibatterici, anti-concerogeni, anti glicemici e anti colesterolo. In particolare:

  • Per il fegato: inibisce la proliferazione di cellule che accumulano grasso prevenendo e contrastando la fibrosi epatica;
  • Ricco di vitamina C, importante per la produzione di collagene che protegge muscoli, organi, pelle e sangue;
  • Vitamina A (flavonoidi, beta-carotene) per migliorare le funzioni del fegato, del sistema immunitario e dei vasi sanguigni oltre ad una funzione di antiossidante naturale;
  • regola la frequenza cardiaca e la pressione del sangue;
  • B-6 vitamina che va integrata di solito dall’esterno, in questo caso presente nel peperoncino;
  • come afrodisiaco: favorendo la circolazione sanguigna e la frequenza cardiaca è sicuramente stimolante. Ricordiamo che è chiamato viagra 2.
  • Pressione sanguigna: essendo un vasodilatatore tende a dilatare i vasi abbassando la pressione.

il peperoncino ha numerosi effetti benefici sul nostro organismo a diversi livelli. In genere la capsaicina ha effetti analgesici, antibatterici, anti concerogeni, anti glicemici e anti colesterolo.

Tipologie di peperoncino

Se dovessimo parlare delle tipologie di peperoncino più piccanti al mondo allora dovremmo lasciare l’Italia e andare in centro e sud America, o in India, dove vengono coltivate le varietà in assoluto più forti, secondo la scala di Scoville, una scala internazionale della piccantezza.

Pensate che la varietà nostrana, detta calabrese, si trova molto in basso nella citata scala: solo, si fa per dire, 30K SU contro i 2.220K  SU della varietà Carolina Reaper, la più piccante al mondo, coltivata negli Stati Uniti ma ottenuta grazie ad un incrocio del Naga Morich (varietà presente in India e Bangladesh) e l’Habanero Rosso (originario del Sud America), due delle più piccanti varietà in assoluto.

Tipologie italiane di peperoncino

A proposito di varietà di peperoncino, le uniche due riconosciute italiane sono quella, già citata, “calabrese” e quella detta “baci di satana”. La prima, in realtà, non si riferisce ad una sola tipologia, bensì a diverse: sono molti, infatti, i tipi di peperoncino che vengono comunque definiti calabresi: dai peperoncini rossi tondi a forma di ciliegia, a quelli a forma di corno, anche verdi piccanti, detti “di Soverato” fino a quelli a mazzetti.

Il peperoncino calabrese ha un livello piccantezza media che rende piacevole, se ne siete amanti, qualsiasi tipo di pietanza. Per qualcuno è buonissimo anche nel brodo vegetale o di carne!

L’altra tipologia, detta “baci di satana” è molto presente nel sud Italia dove viene usato prevalentemente per essere imbottito di tonno, di acciughe o di entrambi. La sua forma è tondeggiante, in verità molto simile a quello calabrese rosso tondo. Il modo per distinguere le due qualità è molto semplice: quello calabrese rosso tondo oltre ad essere leggermente più piccolo cresce verso l’alto, i baci di satana crescono verso il basso.

E’ un peperoncino di modesta piccantezza, molto adatto all’uso più vario in cucina.

Come conservare il peperoncino

Ci sono tantissimi modi, tutti molto semplici, per conservare intatti nel tempo la sua freschezza e la sua piccantezza. In questa pagina potrete trovare tutta una serie di consigli utili su come consumarli anche dopo qualche mese.

 

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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