Home Specialità gastronomiche Prodotti Tipici Il pomodoro del piennolo del Vesuvio

Il pomodoro del piennolo del Vesuvio

83
0
CONDIVIDI
pomodoro del piennolo

Il pomodoro del piennolo del Vesuvio è uno dei più antichi e tipici prodotti agroalimentari campani, insieme a tanti altri. E’ una varietà di pomodoro che si coltiva sulle pendici del Vesuvio e del monte Somma, dove i terreni vulcanici donano a questo prodotto delle caratteristiche uniche.

Coltivato dai napoletani già nel XIX secolo è divenuto famoso nel corso degli ultimi anni, da quando cioè ha ottenuto la DOP.

In Campania, in particolare, il pomodoro ha da sempre rappresentato un emblema dell’agricoltura locale: esistono, infatti, ben 53 varietà di pomodori e tra queste, una delle più caratteristiche è appunto il pomodoro del piennolo. All’interno di questa particolare varierà troviamo anche diversi ecotipi, con caratteristiche morfologiche e qualitative simili, chiamati con nomi simpatici come la Fiaschella, la Lampadina, Re Umberto, Principe Borghese, la Patanara e lo Spongillo.

La presenza di più ecotipi deriva dal fatto che, essendo un prodotto che ha radici antiche, ogni famiglia produttrice ha il suo seme particolare che ha selezionato con il tempo e che conferisce al prodotto delle peculiarità specifiche benchè possano sembrare tutti simili o uguali. La diffusione di questa coltivazione in questa zona trae origine dalla necessità di poter disporre, senza complicati metodi conservativi, del pomodoro allo stato fresco oltre la stagione estiva in modo da guarnire le preparazioni domestiche diffuse in quest’area, come la pizza e gli spaghetti al pomodoro che richiedevano un gusto intenso.

Come abbiamo accennato, questa tipologia di pomodoro ha due caratteristiche preminenti: la prima è che, essendo coltivato su terreni vulcanici ricchi di sostanze nutritive, il prodotto a sua volta si arricchisce di acidi organici e sostanze antiossidanti oltre ad un aroma tipico, un perfetto equilibrio tra sapidità, dolcezza e acidità; la seconda è che riesce a conservarsi per diversi mesi intatto senza bisogno di attenzioni particolari nella conservazione grazie allo spessore notevole della cuticola ed alla sua elasticità.

Il pomodoro va coltivato attrezzando il campo con paletti di legno che vengono poi collegati da dei fili di ferro dove cresceranno le piante. Una volta pronti alla raccolta, che avviene rigorosamente a mano, tra luglio e agosto, i piennoli, cioè i grappoli interi vengono sistemati a mano su un filo di canapa e appesi a dei ganci in luoghi freschi e ventilati. Da questa pratica prendono quindi il nome, essendo i grappoli dei pendoli appesi all’aria. Questa operazione, oggi come in passato, rendeva possibile l’utilizzo del pomodoro fino al periodo natalizio ed oltre, quindi permettendo di gustarlo intatto, preservando cioè le sue caratteristiche organolettiche fino a inverno inoltrato. Ecco perché, infatti, in molti presepi della tradizione napoletana vediamo spesso appesi proprio dei pomodori del piennolo.

Oggi, grazie alla DOP ottenuta nel 2009 il pomodoro del piennolo è diventato una delle eccellenze agroalimentari del Made in Italy più apprezzate ed ha conosciuto un successo senza confini, tanto da essere esportato in tutto il mondo ed in particolare negli Stati Uniti, in Francia e perfino in Giappone. Per meglio tutelare l’oro rosso del Vesuvio, nel 2013 è stato istituito anche il Consorzio di Tutela che raccoglie i circa 50 produttori di questa varietà di pomodoro che si trovano sparsi nei 18 comuni che si trovano alle falde del Vesuvio e del Monte Somma.

Ovviamente la produzione non è di carattere industriale e quindi le quantità di pomodoro del piennolo non sono così elevate. Questo vuol dire che non tutto il pomodoro del piennolo che si trova sul mercato è DOP. Ecco allora un breve vademecum di 4 punti per riconoscere il vero pomodoro del piennolo DOP ed evitare spiacevoli sorprese.

pomodoro del piennolo prezzo

Anzitutto forma e consistenza. Il pomodoro del piennolo ha una forma tonda che termina con una punta evidente nella parte inferiore ed è legato al peduncolo in maniera forte. La buccia è dura e soda e resta tale per molto tempo se conservato correttamente a piennolo. Essa presenta anche delle incisioni o costolature, quindi è difficile che sia completamente liscia. La parte interna è ricca di succo dato dal fatto che le ceneri vulcaniche che sono contenute nel terreno restituiscono ai pomodori il calore assorbito da questi durante le ore di sole. Il loro peso va dai 15 ai 25 grammi.

Poi colore e sapore. Il colore esterno del prodotto fresco è di un rosso vivo e acceso così come il suo interno. Se conservato a piennolo la parte esterna diventa di colore rosso scuro mentre quella interna resta rossa. Il sapore è vivace, dolce, intenso e molto equilibrato con un retrogusto acidulo dovuto alla particolare concentrazione di zuccheri e sali minerali. 

Il confezionamento. Il pomodoro del piennolo del Vesuvio lo si può trovare fresco, venduto in bacche o grappoli, o al piennolo il cui peso deve essere compreso tra 1 e 5 kg. Il filo di fibra vegetale lega i vari rametti in un piennolo in maniera circolare. Se nel piennolo vi sono dei pomodori non ancora maturi è un buon segno in quanto la conservazione delle bacche può proseguire per un tempo più lungo, anche quasi alla primavera successiva al raccolto.

Infine i contrassegni di origine. E’ consigliabile verificare che sull’etichetta compaiano le seguenti informazioni:

– pomodoro del piennolo del Vesuvio e DOP in dimensioni evidenti rispetto ad altre informazioni
– il logo comunitario che indentifica la DOP
– il nome, la ragione sociale e l’indirizzo dell’azienda produttrice
– la quantità di prodotto contenuta nella confezione
– il logo identificativo del pomodoro del piennolo del Vesuvio

Come gustare i pomodori del piennolo del Vesuvio? I puristi adorano spaccarli in due e consumarli così a crudo sulle bruschette, sui primi, sulla pizza e sul pesce. Altri preferiscono ripassarli leggermente in padella prima di aggiungerli alle loro ricette. Per chi non avesse modo di acquistare un piennolo intero, può sempre far riferimento ai conservati dello stesso prodotto: dalle passate semplici a quelle con pomodori interi o a “pacchetelle” cioè tagliati in due. Questa lavorazione è la più artigianale in quanto i pomodori vanno tagliati e sistemati nei vasetti solo manualmente anche se il prodotto lavorato non può riportare il bollino DOP che è solo per il fresco. 

Tra i modi per consumarli e gustarli al meglio abbiamo scelto una ricetta facile che esalta le qualità del pomodoro del piennolo del Vesuvio Dop: spaghetti al pomodoro fresco. Vediamo come prepararli.
In una padella aggiungete dell’olio extra vergine di oliva e dell’aglio che farete rosolare a fiamma vivace. Poi aggiungete i pomodori del piennolo interi e chiudete con un coperchio. Quando saranno appassiti vorrà dire che il loro succo si sarà trasferito nella padella, quindi potete finire l’operazione schiacciandoli con un cucchiaio. Dopo aver fatto cuocere gli spaghetti in abbondante acqua, scolateli al dente e aggiungeteli alla padella mantecandoli con un mestolo di acqua di cottura. Salate quanto basta e fate in modo che nella mantecatura il sugo diventi cremoso grazie all’amido della pasta. Non dimenticate di aggiungere una foglia di basilico fresco quando impiattate e godetevi il sole del Vesuvio!

CONDIVIDI
Articolo PrecedenteIl capocollo di Martina Franca
Prossimo ArticoloI peperoni cruschi
Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

Leggi di più su di me >

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here