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I prodotti tipici napoletani

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prodotti tipici napoletani

I prodotti tipici napoletani sono da sempre il miglior biglietto da visita della città e della sua popolazione. Non è un caso che, da quelle parti, la convivialità trova a tavola la sua più autentica espressione. Stare bene insieme significa condividere i sapori ed i piaceri del palato. Una caratteristica se vogliamo molto italiana, ma che al Sud è una vera e propria istituzione.

Quando si parla di prodotti tipici napoletani, tuttavia, si è costretti a circoscrivere il tema in quanto è così vasta e variegata la quantità e qualità di questi che si rischia di essere superficiali e irrispettosi delle tradizioni secolari. Tradizioni che, in alcuni casi, si perdono nella notte dei tempi, in altri sono frutto della creatività dei maestri napoletani.

Quindi, non solo mare, Vesuvio e mandolino ma Napoli ci riporta, a livello culinario, a dei veri e propri miti del comparto agroalimentare. Solo per citarne alcuni: la pizza, i pomodori del piennolo del Vesuvio, la mozzarella di bufala, la pasta di Gragnano, i limoni di Sorrento da cui si ricava il famoso e buonissimo limoncello e via con i vari casatiello, sartù di riso fino a sconfinare piacevolmente nell’area dedicata alla pasticceria: una vera esplosione di dolcezza e creatività napoletane. 

prodotti tipici napoletani babà

Come si fa, infatti, a non citare il babà, la pastiera, le sfogliatelle, la delizia al limone, la caprese, gli struffoli, le zeppole di san Giuseppe, il migliaccio e tanto tanto altro, compresa l’ultima delizia nata in casa Poppella, il Fiocco di Neve che sta spopolando in diverse regioni d’Italia.

Non possono mancare certo i vini dell’area partenopea come la Biancolella di Ischia, il Capri doc, il Lacrima Christi dell’area vesuviana, il Piedirosso e la Falanghina dei Campi Flegrei e il Falerno, un vino di antichissime origini, molto conosciuto e apprezzato al tempo dei Romani e di cui l’antica Pompei era centro fiorente di consumo.

Impossibile trattare tutti insieme questi splendidi capolavori della tradizione napoletana. Ciascuno dei prodotti tipici napoletani, infatti, merita un articolo specifico per le singolari storie che li hanno originati e per le altre che ad essi sono collegate nel corso del tempo.

Oggi vogliamo dedicare la nostra attenzione al più emblematico dei prodotti tipici napoletani: la pizza margherita.

prodotti tipici napoletani la pizza

Ormai la tradizione fa risalire l’invenzione di questo prodotto ad un cuoco di nome Raffaele Esposito che, volendo celebrare la visita della Regina Margherita di Savoia a Napoli nel 1889, le dedicò una pizza condita con pomodori, mozzarella e basilico, forse a ricordare anche il tricolore italiano. Impossibile sapere se sia leggenda o realtà ma a noi va bene anche così. In verità, la pizza a Napoli, e soltanto li, era conosciuta già da metà 700 ed era considerata tale quella con pomodoro e acciughe, oggi chiamata “napoletana” o “marinara”.

Sta di fatto, comunque, che da quella importante visita regale la pizza, da sconosciuta che era, è diventata emblema nazionale ed è ormai apprezzata e famosa in tutto il mondo.

Se ne trovano di tutti i tipi: dalle forme più strane a condimenti improbabili come la “pineapple pizza” americana fino alle versioni più nazionali diverse per spessore, croccantezza e impasto. A proposito di quest’ultimo, complice la riscoperta degli ingredienti di una volta, la pizza viene spesso proposta con farine integrali, di kamut e tante altre senza perdere la sua identità, a testimonianza della enorme versatilità di questo semplice alimento. Recentemente anche il famoso chef Carlo Cracco si è cimentato in una sua personale interpretazione della pizza margherita napoletana che ha suscitato, però, non poche polemiche e pochi plausi.

Non è così, infatti, per i cultori della pizza, dei veri e propri puristi della pizza napoletana che hanno non solo fondato una associazione (Verace Pizza Napoletana) a metà degli anni 80, ma ne hanno stabilito un preciso disciplinare di produzione, oltre ad aver lanciato corsi per imparare l’arte del pizzaiolo e affiliato migliaia di pizzerie in Italia e nel mondo, rispettose delle regole da loro enucleate e tramandate da generazioni di pizzaioli per poter creare, ovunque, la vera pizza napoletana.

prodotti tipici napoletani ricetta pizza

Vediamo quindi come e con cosa si ottiene. Anzitutto gli ingredienti per l’impasto:

1 litro di acqua
50 gr di sale
3 gr di lievito
1,7 kg di farina 00 o 0

Si mescolano acqua, sale e la farina in maniera graduale. All’impasto, ben lavorato, si aggiunge il lievito stemperato e si continua a lavorare fino a quando questo non raggiunge la consistenza voluta. Fatto ciò è il momento di far lievitare una prima volta l’impasto per almeno 2 ore, cui deve seguire lo “staglio” a mano dei panetti di pasta che devono pesare circa 180-250 gr. Da questo momento in poi avviene la seconda lievitazione in cassette che dura circa 6 ore alla temperatura di circa 25 gradi.

A lievitazione completata la pasta sarà cresciuta di dimensione: è ora di stenderla, rigorosamente a mano  allargando la pasta dal centro verso l’esterno. Non sono ammessi utensili in questa fase in cui emergono le capacità acrobatiche dei maestri pizzaioli.

Ora la pizza va condita con i nostri ingredienti che abbiamo preparato (per la margherita: salsa di pomodori, mozzarella fiordilatte, olio e una foglia di basilico) e infornata in forno a legna. Fase questa molto importante perché la temperatura del forno, oltre alla tipica forma a cupola fanno in modo che la pizza si possa cuocere perfettamente in 60-90 secondi alla temperatura di 430-480 gradi.

prodotti tipici napoletani cottura pizza

La vera pizza napoletana deve essere morbida ed elastica con il famoso cornicione e cotta in maniera uniforme su tutta la circonferenza.

Per chiudere in bellezza, l’importanza simbolica di questo alimento e dell’arte dei pizzaioli è stato suggellato con la richiesta e la proclamazione da parte dell’Unesco, avvenuta di recente, della pizza napoletana quale parte del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Un riconoscimento non solo alla pizza, ai maestri pizzaioli ma anche alla città di Napoli e all’Italia per le ricchezze che fanno parte da secoli della nostra invidiata tradizione alimentare.

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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