Home Specialità gastronomiche Melata di bosco

Melata di bosco

148
0
CONDIVIDI
melata di bosco cos'è

Prima di entrare nell’argomento forse sarebbe utile definire meglio di cosa si tratta e delle differenze che esistono rispetto al miele comune che tutti conosciamo. Anzitutto la melata di bosco è un tipo di miele che le api producono utilizzando come materia prima gli scarti di alcuni piccoli insetti (afidi, cocciniglie) che vivono su alcuni alberi quali abete rosso, pino ma anche tiglio, quercia e acero. Questi insetti si nutrono della linfa di questi alberi secernendo appunto la melata che ha la consistenza di una resina, appiccicosa e zuccherina.

Il miele di melata, quindi, è il miele che non viene prodotto come di solito accade dal nettare di alcuni fiori che le api pazientemente raccolgono per trasportarlo nel loro favo e trasformarlo con i loro enzimi nel prodotto che conosciamo: la melata viene sempre raccolta dalle api ma sulle foglie degli alberi e nelle fasi in cui è difficile reperire nettare dai fiori, quindi potremmo dire in fasi di scarsità di materia prima comune, per poi renderlo miele, sempre con lo stesso procedimento. In ciò sta anche la differenza tra miele di nettare e miele di melata.

In più il miele di melata di bosco ha un sapore ed una consistenza diversi rispetto al miele di nettare: il suo sapore è meno dolce e più amarognolo per la minore presenza di zuccheri nella melata come glucosio, fruttosio e saccarosio. La consistenza è sempre compatta e densa ma liquida perché non cristallizza ed il colore molto scuro, quasi nero.

Tali caratteristiche potrebbero scoraggiare più che attrarre i consumatori, tuttavia, proprio per la scarsa presenza di zuccheri è il tipo di miele più ricercato e consumato dagli sportivi o da chi, comunque, vuole stare attento a quello che mangia o segue un regime di dieta ipocalorica. Anzi, sembra che la melata di bosco piaccia anche a chi non è amante del miele.

melata di bosco prezzo

Può succedere che, a causa dell’inquinamento, nel miele di melata di bosco ci si possa trovare residui di metalli pesanti come il rame, l’alluminio il nichel o anche piombo e mercurio dannosi per il nostro organismo anche se in piccole quantità. Questo è direttamente collegato alla zona di raccolta da parte delle api per cui, bisogna preferire melata di bosco raccolto in zone montane, collinari o in parchi naturali.

Se per il miele di nettare si conoscono diverse tipologie a seconda dei fiori disponibili in un’area e in un dato periodo dell’anno, per la melata di bosco non esistono produzioni molto ampie. Spesso, infatti, è difficile da reperire.

Al gusto la melata di bosco ha un sapore di corteccia mescolato ad altri aromi complessi che lasciano sulla lingua una sensazione di amaro. Rispetto al miele di nettare ha una maggiore concentrazione di sali minerali come ferro, fosforo, magnesio, manganese e potassio.

Ottimo per tutte le infezioni dell’apparato respiratorio in quanto potente antibatterico e antisettico, perfetto per bronchiti, tracheiti, raffreddore e influenza in genere.

Come abbiamo già detto, la melata di bosco è spesso usata dagli sportivi per il suo basso contenuto di zuccheri ma può essere utilizzata da tutti nei classici modi in cui si consuma il miele: come dolcificante e come alimento da accompagnare con una fetta di pane o anche con alcuni formaggi non molto stagionati.

Molto conosciuto ed usato nei paesi del nord Europa si sta diffondendo anche in Italia ma quantità e diffusione della melata di bosco sono sempre collegate alla presenza di boschi e conifere nei dintorni, che invece abbondano nei paesi più freddi.

CONDIVIDI
Articolo PrecedenteIl Puzzone di Moena
Prossimo ArticoloLa marmellata di visciole
Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

Leggi di più su di me >

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here