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Il tonno pinna gialla

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tonno pinna gialla dimensioni

E’ uno dei grandi pesci più comuni e più consumati al mondo per le sue carni compatte e saporite oltre che prive di spine. Ultimamente, a causa della pesca intensiva a suo carico, il tonno pinna gialla potrebbe rischiare l’estinzione.

Dove vive

Il tonno pinna gialla è diffuso in tutti i mari caldi del mondo: dal Pacifico all’Atlantico, dal Mar dei Caraibi all’Oceano Indiano. In Europa si trova facilmente lungo le coste atlantiche del Portogallo che lambiscono il paese lusitano. Seppure qualcuno indichi la sua presenza anche nel Mediterraneo, questa non è certa ed abituale. In questo mare, infatti, si trova più facilmente un’altra specie di tonno, il tonno rosso, chiamato così per il colore della sua carne, detto anche tonno pinna blu, anch’esso a rischio estinzione, ma più raro e quindi più pregiato.

I tonni vivono in gruppi, alcuni di questi per lo più sono presenti in Atlantico settentrionale dove passano la maggior parte del loro tempo, venendo poi in Mediterraneo a riprodursi per poi tornare nel “loro” oceano.

Peso e dimensioni

Ma quali sono le differenze principali tra queste due importanti varietà di tonni? In quanto a dimensioni, il tonno pinna gialla è generalmente più piccolo del tonno rosso, infatti non supera i 2 metri di lunghezza mentre l’altro può raggiungere anche i 3 metri; inoltre le sue pinne dorsali e anali sono molto più lunghe e arcuate del tonno rosso ed hanno un colore giallo vivace contro le pinnette più corte e di colore nero-bluastre di quest’ultimo. In quanto al peso il tonno pinna gialla può arrivare a pesare anche 40 kg, mentre il tonno rosso raggiunge i 600 kg.

Il tonno pinna gialla, insieme al tonno striato, è la varietà di tonno più comune che di solito viene pescata per l’industria conserviera che produce tonno in scatola. Infatti, la gran parte delle scatolette di tonno che si trovano in commercio contengono proprio la carne di queste varietà di tonno perché più rosea e più facilmente accettabili per il consumatore mondiale.

A titolo informativo, il tonno che i giapponesi ricercano e catturano in grandi quantità per il loro sushi e sashimi è il tonno rosso che vive nel Pacifico meridionale. Non essendo facile da cacciare e pescare, spesso questo pesce viene sostituito da un  altro tipo di tonno, il tonno obeso, dalle carni generalmente più grasse, apprezzato dai nipponici per il consumo crudo.

tonno pinna gialla ricette

Ultimamente, a causa della pesca intensiva e il rischio di estinzione cui sono sottoposti questi grandi pesci, sono stati firmati degli accordi a livello internazionale tra vari Paesi per la riduzione della cattura, attraverso alcuni divieti e attrezzature diverse, in modo che si possa consentire la riproduzione dello stock in mare. Tali accordi sono stati sottoscritti da molti paesi mentre altri li hanno ostacolati o disattesi. L’effetto certo è che il prezzo del tonno ha cominciato a salire e questo non è stato visto come un vantaggio dalle aziende o accettato di buon grado dai consumatori come scotto da pagare per la salvaguardia della specie.

Ricetta con tonno pinna gialla

Oltre al famoso tonno alla piastra, oggi vogliamo suggerirvi una ricetta semplicissima e gustosa per 4 persone con un trancio di tonno fresco: la tartare di tonno fresco al limone. Prendete un trancio di tonno fresco pinna gialla da 400 gr che sia stato abbattuto. A parte grattugiate la scorza di un limone intero e spremetene il succo in una ciotola dove aggiungerete anche 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva. Mescolate bene il tutto. Dopo aver sciacquato e asciugato bene i tranci di tonno, tagliateli a cubetti di circa un centimetro l’uno poi versateli nella ciotola con l’emulsione. Lasciate che prendano un po’ di sapore, poi servite in piatti ampi su una base di rucola e valeriana. Se gradito, può essere aggiunto un pizzico di pepe per esaltarne il sapore. Scegliete anche un buon vino bianco o rosso: che il primo sia fresco, tra i 6 ed i 10 gradi, il secondo intorno ai 16-18 gradi.

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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