Home Specialità gastronomiche Il miele: origine e benefici di un prodotto antichissimo

Il miele: origine e benefici di un prodotto antichissimo

118
0
CONDIVIDI
il miele fa ingrassare

Ammettiamo con sincerità che spesso siamo rimasti affascinati da questo prodotto naturale e molto particolare per la sua consistenza, il suo sapore dolce ma soprattutto per il modo in cui viene ottenuto e dall’insetto che lo produce. Sembra quasi qualcosa di magico. E forse, il miele, lo è davvero.

Le origini

Ha origini antichissime perché utilizzato già dai popoli che abitavano la Mesopotamia, come i Sumeri, i Babilonesi e gli Ittiti. Sembra che proprio da un termine ittita, melit, da cui poi il nome latino mel, derivi la parola moderna “miele”. Questi popoli, così come gli Egizi, loro contemporanei, ne facevano un uso abbastanza vario: non solo perché, in assenza dello zucchero, era considerato l’unico dolcificante naturale ma, con il miele si preparavano diversi alimenti, o addirittura medicamenti per varie forme di disturbi e per la cura delle ferite. Gli Egizi, usavano lasciare accanto alle mummie grosse coppe di miele per il loro viaggio verso l’Aldilà.

Anche i Greci e i Romani davano al miele una grande importanza. I primi, in particolare, lo definivano il “cibo degli dei” perché era presente in ogni cerimonia votiva dedicata agli dei; i secondi importavano grosse quantità di miele dalla Spagna, da Cipro e da Malta per uso soprattutto alimentare. Da questo prodotto, infatti, ricavavano l’idromele e la birra, oltre ad essere usato come dolcificante. Nel Medioevo, infine, aveva, oltre allo scopo prettamente alimentare nella preparazione di altre pietanze, quello di agente conservante.

miele e cannella

Come si fa il miele

Sappiamo tutti che il miele è prodotto dalle api che trasformano le sostanze zuccherine presenti in natura sui fiori, ma non solo. Nel primo caso, e principalmente, esse raccolgono il nettare dai fiori della zona circostante le arnie ma esiste anche un’altra “materia prima” che utilizzano per produrre miele. Questa è la melata, una sostanza derivante dalla linfa delle piante che alcuni insetti succhiano da esse espellendone il liquido in eccesso ricco di zuccheri.

A seconda, quindi, del tipo di fiore su cui raccolgono il nettare o sul tipo di piante su cui raccolgono la melata, il miele prende definitivamente quell’aroma. Bisogna però precisare che, quando si parla di mieli monofloreali, non si intende che abbia contribuito un solo tipo di fiore ma se ne ravvisa una netta prevalenza rispetto agli altri. Sarebbe impossibile pensare che le api vadano a cercare una sola varietà. Quando, invece, non c’è nessuna prevalenza, si assegna la denominazione di miele millefiori.

Evitiamo in questa sede di approfondire i ruoli e le operazioni compiute dalla mini-società che abita i favi, sicuramente affascinante, in cui ciascuna ape ha il suo compito che deve essere necessariamente assolto.

Tipi di miele

Sono praticamente migliaia le specie vegetali che le api visitano per raccogliere il nettare: alcune di queste, come già detto, danno origine a mieli monofloreali, che sono in genere più pregiati ed hanno un sapore più deciso; altre piante concorrono alla produzione delle varietà millefiori, certamente più delicate.

Si spazia, quindi, tra consistenza, sapori e colori diversi: si va dal gusto amarognolo del miele di castagno, molto denso e dal colore scuro, a quello limpidissimo e liquido del miele di acacia dal sapore delicato, al retrogusto maltato del miele di melata d’abete che ha dei netti riflessi verdi, fino al sapore pungente del miele di eucalipto o al profumo intenso del miele di tiglio.

Oltre a questi, sono in commercio anche i mieli aromatizzati, aggiunti di specifici aromi che non potrebbero trovarsi nei fiori o nelle piante. Ecco che allora si trovano il miele alla cannella, alla menta, al rum, al caramello e così via in un carosello di sapori e profumi che accontenterebbero chiunque, tanta è la varietà in questo campo.

i tipi di miele aromatizzato sono tanti

Benefici del miele

Come abbiamo detto, già nell’antichità, il miele veniva ampiamente utilizzato per usi medici. Ancora oggi se ne apprezzano tali caratteristiche, in particolare le sue proprietà antibatteriche e antibiotiche. Alcune tipologie di miele hanno un alto contenuto di perossido di idrogeno, cioè acqua ossigenata che si usa per curare le ferite. La pastorizzazione del miele purtroppo neutralizza alcune sostanze benefiche quindi, per ottenere un migliore effetto battericida, bisogna procurarsi del miele grezzo. Altra proprietà è quella di attenuare i sintomi delle ulcere gastriche oltre che essere molto efficace nel trattare la diarrea, specie nei bambini. Il miele è efficace anche nella cura della stipsi perché contiene molto fruttosio che riesce ad arrivare nell’intestino senza essere digerito. Sempre il fruttosio ha la capacità di immagazzinare energia a lento rilascio a differenza del glucosio che è disponibile subito quale fonte di energia immediata. Ecco perché il miele è molto indicato per gli sportivi prima dello sforzo fisico.

Poi ci sono alcuni tipi di miele particolarmente indicati per particolari aspetti terapeutici. Ad esempio, sappiamo che il miele di acacia agisce positivamente sull’apparato digerente, quello di millefiori disintossica il fegato, quello di tiglio ha un’azione calmante, diuretica e digestiva e tutti quelli di bosco sono indicati negli stati influenzali con tosse, febbre o raffreddore. Non dimentichiamo, infatti, il famoso (e ancora attuale ed efficace) rimedio della nonna: la tazza di latte bollente e miele con effetto espettorante e fluidificante.

CONDIVIDI
Articolo PrecedenteTutti i numeri del vino, tra consumi e degustazioni
Prossimo ArticoloI formaggi lombardi: il Bagoss
Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

Leggi di più su di me >

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here