Home Specialità gastronomiche Formaggi Sagra del formaggio di fossa D.O.P.

Sagra del formaggio di fossa D.O.P.

225
0
CONDIVIDI
il formaggio di fossa: un pecorino indimenticabile

La più importante è la Fiera di Santa Caterina, ripristinata nel 1972 dalla Pro Loco di Sogliano al Rubicone al fine di farlo conoscere in tutta Italia.
Si tiene ogni anno dalle ultime due domeniche di Novembre fino alla prima di Dicembre, periodo durante il quale è possibile visitare le fosse delle varie aziende di produzione.

L’evento è una vera e propria festa a cui partecipano gli abitanti del luogo, i visitatori provenienti da tutto il mondo e le scolaresche che assistono con grande curiosità alla sfossatura di questo favoloso formaggio dalle peculiarità uniche al mondo.

È anche possibile assistere a spettacoli ricreativi, convegni sull’alimentazione e culturali, visitare musei e naturalmente degustare il formaggio di Fossa D.O.P. insieme ad altre leccornie romagnole come il Savor, il Cosciatello (tipico salume della zona),vini, oli e la Saba, sciroppo ottenuto dal mosto d’uva bianca o nera, ottimo per condire lo gnocco fritto, le insalate oppure i dolci.

Tutto il percorso gastronomico è offerto nei vari stand, presso la sede della Pro Loco o i ristoranti del posto.
In occasione della sagra sono acquistabili anche le teglie per cuocere la piadina (che ben si sposa con il formaggio di Fossa D.O.P.) realizzate in argilla di Montetiffi, poiché la sua bancarella è presente tutti gli anni.

Alcune fosse hanno anche allestito dei piccoli musei interni, nei quali sono stati riuniti alcuni strumenti di antica origine contadina utili alla produzione casearia.
In uno di questi (Fossa Pellegrini) è anche presente una prigione dove si vocifera che venne rinchiuso Ramberto V Malatesta per aver assassinato sua moglie.

Anche nella località di Talamello, nelle ultime due domeniche di Novembre, si tiene la sagra del formaggio di Fossa D.O.P.
In ogni edizione, oltre al protagonista indiscusso, vengono proposti dei gemellaggi gastronomici sia con i prodotti locali che con quelli provenienti da altre regioni d’Italia.
Inoltre durante la sagra sono presenti esperti sommelier per consigliare i vini migliori da abbinare alle varie specialità presenti negli stand.

Gli alunni delle scuole limitrofe sono soliti accompagnare i turisti come delle guide esperte per mostrare ai visitatori le fosse di fermentazione del formaggio e i luoghi più belli del paese: infatti qui sono presenti delle importanti opere artistiche come il Crocefisso delle scuola di Giotto, la Cella di Antonio Alberti da Ferrara e la Pinacoteca Gualtieri, museo che ospita ben 42 opere realizzate e regalate al Comune da Fernando Gualtieri, artista italo-francese le cui origini sono proprio di Talamello.

Durante la manifestazione è inoltre possibile visitare mostre d’arte e fotografiche di altri artisti, prendere parte ad incontri e conferenze, assistere a concerti o esibizioni teatrali.
Un’altra sagra allestita in onore di questo delizioso formaggio si tiene a Cartoceto, in provincia di Pesaro-Urbino, dove arte e gastronomia si riuniscono in suo onore.

Anche in questa città l’evento viene organizzato dalla Pro Loco comunale per l’ultima settimana di Novembre, durante la quale i partecipanti possono visitare le fosse e ascoltare i vari processi di produzione direttamente dai casari.
Qui questa operazione viene considerata una sorta di rito pagano che si ripete dal 1497.
È possibile visitare delle mostre e assistere alle manifestazioni culinarie di artisti e chef invitati appositamente per l’evento.

I ristoranti della zona creano inoltre dei menu a base di Formaggio di Fossa D.O.P. in occasione della sua sagra.
Nemmeno a Cartoceto mancano i sommelier e i produttori di altre delizie locali che ben si abbinano a questo antichissimo formaggio.

A Sant’Agata di Feltria, al momento, non viene organizzata alcuna sagra del formaggio di Fossa D.O.P., ma viene prodotto con altrettanta passione e dedizione che non hanno nulla da invidiare agli altri comuni.

CONDIVIDI
Prossimo ArticoloOrigini e nascita del formaggio di fossa D.O.P.
Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

Leggi di più su di me >

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here