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Abbinamenti con il formaggio di fossa D.O.P.

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il formaggio di fossa rappresenta il meglio della tradizione casearia toscana

Questo formaggio è un ottimo passepartout a tavola a partire dagli antipasti: soddisfa a pieno tutti i palati se consumato con il Savor (marmellata tipica dell’Emilia composta da mosto d’uva e zucca, frutta secca ,scorze di agrumi),con l’aceto balsamico di Modena, con i fichi caramellati, con il miele o con il francese Fois Gras.

Sono sicuramente da provare le bruschette di pane toscano fatto tostare sotto il grill, condite poi con il formaggio di Fossa D.O.P. fuso e il miele, il quale saprà ben calibrare il suo retrogusto piccante.
Nei primi piatti è spesso impiegato per la preparazione di gnocchi, passatelli o cappelletti.
Una gustosa ricetta sono i bocconcini verdi, ovvero degli gnocchetti composti da erbette di campagna, ricotta, formaggio di Fossa D.O.P. e Parmigiano, i quali vengono solitamente serviti con il ragù.

Un altro piatto tanto semplice quanto appetitoso è quello composto da tagliatelle, guanciale di maiale croccante e formaggio di Fossa D.O.P. tagliato a scaglie.
Nei secondi accompagna perfettamente la costata o il carpaccio di manzo, sui quali viene grattato grossolanamente.

É anche un ottimo ingrediente per arricchire polpette di pane e carne, le uova, il purè di patate e la trippa.
Una tipica ricetta romagnola che merita una prova è sicuramente il Salam Matt (salame matto),che non ha assolutamente nulla a che vedere con il solito salame suino, poiché è composto da pane e formaggio di Fossa D.O.P. grattuggiati e uova, fatto successivamente cuocere nel brodo di carne e tagliato a fettine una volta raffreddato.

Il formaggio di Fossa D.O.P. è altrettanto adatto per dare un nuovo e originale sapore ad insalate e altre verdure cotte o crude :può essere infatti aggiunto a dadini oppure fondersi con zucchine o patate ripiene ,ma anche con il radicchio, visto che il sapore amarognolo di questo ortaggio viene ben smorzato da quello deciso del latticino.

Un altro abbinamento vincente è quello con la zucca, grazie alla quale realizza una formula perfetta per scaldare gli inverni più freddi.
Può essere sotto forma di zuppa oppure di quiche, ossia una torta salata in pasta sfoglia ripiena di zucca tagliata a tocchetti e formaggio di Fossa D.O.P.

È anche possibile preparare dei dolci dove il protagonista è sempre lui ,per esempio le irresistibili tortine di fichi, Formaggio di Fossa D.O.P. e noci: si tratta di pasta frolla arricchita da zenzero e scorza d’arancia grattuggiata farcita con una crema di ricotta, fichi, formaggio di Fossa ,buccia d’arancia, chiodi di garofano e noci.

I pasticcini vengono poi fatti cuocere nel forno caldo e lasciati raffreddare per far miscelare al meglio tutti gli ingredienti.
Altre dolci delizie possono essere budini o altri dolci al cucchiaio preparati con panna, zucchero, vaniglia o cioccolato: il sapore amarognolo del formaggio di Fossa D.O.P. è in grado di creare un piacevole contrasto con la forte dolcezza di questi ingredienti.

Una nota di innovazione ed originalità può essere aggiunta al classico budino della nonna sostituendo gli amaretti con del formaggio di Fossa D.O.P. grattuggiato finemente.
Gli amanti dei sapori intensi possono naturalmente gustarlo anche da solo.

I vini con i quali si sposa meglio sono i rossi corposi come i Vini di Sabbia, quelli passiti come l’Albana, il Sangiovese Superiore o il Piceno.
In abbinamento al vino Albana è stato creato un preparato per fonduta al cioccolato nella quale intingere il formaggio di Fossa D.O.P.

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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