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Tacchino arrosto farcito

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La farcitura del tacchino arrosto può essere di verdure o di brasato

Per gli amanti della leggerezza delle carni bianche, ecco una ricetta squisita e di grande effetto: l’arrosto di tacchino farcito. Questa ricetta è anche conosciuta come rotolo di tacchino farcito o come petto di tacchino farcito. La farcitura di solito è un ripieno di verdure o un ripieno di brasato ma noi ne proponiamo una con le salsicce di maiale. Vediamo cosa serve e come prepararlo.

Ingredienti per 4 persone

1,5 kg di fesa di tacchino (peso unico)
500 grammi di fesa di tacchino a pezzi
6 salsicce di maiale
3 cucchiai di pangrattato
1 uovo
3 cucchiai di pecorino
2 foglie di salvia
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale e pepe

Procedimento

Prendete la fesa intera e apritela in modo che si formi una singola fetta. Pestate la carne finché non è omogenea nello spessore in tutte le sue parti. Sulla fetta spianata allineate le salsicce aperte a metà e condite con sale, pepe e le foglioline di salvia, quindi arrotolatela e lasciatela da parte.

Mettete intanto la fesa a pezzi nel contenitore del mixer e tritatela insieme a qualche foglia di salvia. Trasferite la carne macinata in una ciotola dove aggiungerete l’uovo e il pan grattato cominciando a mescolare. A questo punto aggiungete anche il parmigiano e continuate ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Stendete l’impasto su un foglio di carata da forno in modo che sia più grande del rotolo che avete composto precedentemente. Adagiate il rotolo di fesa sull’impasto e cominciate ad arrotolarlo coprendo bene tutta la fesa farcita. Rimuovete la carta da forno e traferite il rotolo ottenuto in una teglia al cui interno stenderete un altro foglio di carta da forno. Bagnate la parte alta del rotolo con olio e poco sale. Informate a 180 gradi per circa un’ora controllando che non scurisca troppo la parte superiore. In questo caso, stendete sulla parte un foglio di carata argentata. Terminata la cottura, sfornate e lasciate raffreddare un pochino prima di tagliare e servire in tavola.

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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