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Gnocchi al Castelmagno

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una ricetta gustosa ed invitante oltre che facile e veloce da preparare

Gli gnocchi al Castelmagno sono un piatto tanto invitante quanto gustoso. Inoltre, è uno dei “classici” primi con cui si usa il Castelmagno fuso. Un altro must, infatti, è il risotto con questo formaggio piemontese.

La sua preparazione è molto semplice, all’altezza di chiunque, quindi non dovrete aver seguito un corso di cucina per aver un ottimo risultato. Vediamo cosa serve e come procedere.

Dosi per 4 persone

Gnocchi, meglio se fatti in casa o freschi, 1 kg
Castelmagno, 200 gr
Latte, 250 ml
Burro, 50 gr
Sale, q.b.
Pepe nero, q.b.
Noci, per guarnire

Procedimento

Per il condimento mettete in una padella a fuoco medio il latte in cui aggiungerete il burro a pezzi facendolo sciogliere e lasciando che arrivi a bollore. Aggiungete quindi il Castelmagno tagliato a dadini piuttosto grandi e mescolate per favorire lo sciogliersi del formaggio tenendo sempre la fiamma ad un livello medio o basso.

Per gli gnocchi prendete una pentola abbastanza grande e riempitela di abbondante acqua per permettere agli gnocchi di cuocersi bene evitando di attaccarsi gli uni con gli altri. Dopo che avrà raggiunto il bollore, aggiungete il sale all’acqua e versate gli gnocchi. Quando questi risalgono a galla sarà il tempo di scolarli usando una schiumarola. Passateli poi nella padella per farli saltare con il formaggio fuso.
Per finire, dopo aver impiattato, grattugiate sugli gnocchi un po’ di gheriglio di noce e una spolverata di pepe nero.

Farete sicuramente un’ottima figura, se avete ospiti a pranzo o a cena, con poco impegno e in poco tempo!

 

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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