Home Ricette Cena Il cenone di capodanno

Il cenone di capodanno

308
0
CONDIVIDI
Il menu del cenone di capodanno dovrebbe avere le portate doppie

Se la notte di Natale e i giorni seguenti hanno come tema di fondo la magia dell’atmosfera di pace e serenità, i giorni che precedono e seguono la fine dell’anno corrente sono forse più carichi di speranze, di buoni propositi, di promesse, di voglia di cambiamenti, quindi di fondo un clima festoso: una festa laica che si contrappone alle radici cristiane del Natale.

Quindi il menu non può che essere vasto, allegro, ricco delle più varie idee nell’attesa del Nuovo Anno: si dice addirittura che il menu di capodanno deve avere tutto doppio, quindi, due antipasti, due primi, due secondi, due contorni e così via fino alla fine. Forse è implicito il riferimento a un doppio menu vegetariano e non, oppure un rimando alla tradizione di Napoli, dove le feste, ma sopratutto il capodanno, sono un’istituzione, perfino a tavola, con le sue precise ed inviolabili regole. Ma veniamo al nostro capodanno, certamente più discreto. Cosa cucinare, quindi? La risposta è, a nostro avviso, semplice: tante ricette facili per allietare gli invitati al cenone in vista dei count down finale. Ecco allora la nostra proposta.

Antipasto

un piatto gustoso, leggero e facile da preparare: gli spiedini di mare alle mandorle.

Primo

Per questa portata abbiamo scelto una ricetta classica ma base di pesce: il risotto al limone con salmone e polpa di granchio.

Secondo

Per il secondo abbiamo pensato ancora ad un piatto a base di pesce, per rendere il menu leggero e lasciare spazio alla fine per le varie leccornie: stiamo parlando della spigola nella rete, un piatto elaborato ma che vale la pena di mettere in tavola non solo perché buono ma anche per l’aspetto esteriore.

Contorno

La ricetta che abbiamo selezionato è qualcosa di veramente originale. Si tratta infatti del puré di patate al forno, una versione facile e pratica perché va mangiato con le mani. Doppio successo,  quindi, in tavola: sorpresa e squisitezza.

Dolce

A chiudere in dolcezza il menu del cenone di capodanno, oltre ai classici panettoni, pandori, torroni, frutta secca e altre prelibatezze regionali, abbiamo scelto la grande meringa al cioccolato e melagrana.

Ingredienti per 10 persone

300 grammi di panna fresca
225 grammi di zucchero fine
4 albumi
100 grammi di cioccolato fondente
10 grammi di cacao magro
20 grammi di maizena
aceto di mele
melagrana
ribes
sale

Procedimento

Mettete gli albumi in una ciotola con un po’ di sale e montateli a neve. Non appena cominciano a crescere aggiungete lo zucchero gradatamente e continuare a montare fini a quando non sarà completamente sciolto. Aggiungete anche il cacao setacciato e continuate a montare fin a quando non avrà raggiunto la consistenza di una crema. Poco dopo aggiungete anche la maizena setacciata e montate ancora, infine versate un cucchiaio di aceto di mele e continuate a montare per qualche minuto ancora.

Riscaldate il forno a 150 gradi, poi su un foglio di carta da forno disegnate un cerchio di 17 cm di diametro, giratelo in modo che l’inchiostro non venga a contatto con il dolce e riponetelo in una leccarda. Ora versate la meringa al centro del foglio cercando di creare una montagnola e lasciate nel suo centro dello spazio concavo. Infornate per un’ora e trenta minuti a 120 gradi con forno ventilato. A fine cottura, spegnete il forno e, con la porta aperta dello stesso, lasciate raffreddare.

Scaldate 150 grammi di panna fino a che non venga a bollire poi versate il cioccolato tagliato a pezzetti e mescolate fino a che questo non si sarà sciolto e lasciate raffreddare. Prendete ora la meringa e versate la panna e il cioccolato sciolti all’interno dello spazio concavo al centro, poi mettete tutto in frigorifero per un’ora. Trascorso il tempo, riprendete la meringa, ricopritela con la panna rimasta aiutandovi con un cucchiaio, decorate con i chicchi di melagrana e le bacche di ribes e servite.

CONDIVIDI
Articolo PrecedenteLa cena della vigilia di Natale: il nostro menu
Prossimo ArticoloLe proprietà dello zenzero
Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

Leggi di più su di me >

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here