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Carpaccio di mare al cedro con spigola e astice

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Il carpaccio di mare con cedro e astice sposa il profumo del mare con quello degli agrumi

Un antipasto di mare arricchito da spigola e astice ma profumato agli agrumi come il cedro, l’arancia ed il limone. Quello tra pesce e agrumi è un connubio molto amato non solo dai grandi chef ma anche dagli appassionati della buona tavola come noi. Una ricetta semplice e gustosa per fare bella figura con i vostri commensali, anche quelli più esigenti.

Ingredienti per 6 persone:

2 spigole da 500 gr l’una, 600 gr di astice lesso, 2 cedri, un’arancia, un limone, un cespo di insalata, olio extra vergine di oliva, sale e pepe bianco in grani.

Preparazione:

Dopo aver eviscerato le spigole sfilettatele senza togliere la pelle, poi con un coltello a lama lunga e liscia affettate i filetti come si fa con il salmone, ossia disteso con la pelle poggiata sul piano.

Le fettine che vengono fuori vanno messe in una pirofila e su queste va versato il succo di un cedro, un po’ di sale, un filo d’olio e i grani di pepe pestati. Coprite la pirofila con una pellicola e lasciate i filetti a marinare per circa un’ora in frigorifero.

Prendete l’astice e privatela della polpa dalla coda e dalle chele. Affettate la coda e mettete anche questa a marinare per un’ora insieme ai pezzetti estratti dalle chele con succo di arancia, sale, pepe e un filo d’olio.

Prendete l’altro cedro e tagliatelo a fettine che metterete a sciacquare sotto l’acqua corrente per circa 10 minuti. Poi, dopo averle scolate bene, disponetele in un piatto adatto allo scopo insieme all’insalata. Scolate anche i filetti di sogliole e l’astice dalla marinatura e adagiateli nel piatto con l’insalata. Aggiungete un filo d’olio extra vergine di oliva, un po’ di succo di limone e sale e mescolate perché il tutto si insaporisca bene. Il carpaccio, a questo punto, è pronto per essere servito in tavola.

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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