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Taste – Firenze, eccellenze enogastronomiche in mostra

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taste firenze eccellenze enogastronomiche in mostra

Si è appena concluso lo straordinario evento food “Taste”, organizzato da Pitti Immagine presso la stazione Leopolda, eccezionale e versatile location a due passi dal centro storico del capoluogo toscano. Un appuntamento annuale che vede il meglio della tradizione enogastronomica italiana gourmet presentarsi ad un pubblico eterogeneo: oltre agli operatori del settore ed alla stampa, questa “fiera del gusto”, se possiamo chiamarla così, è aperta, nei tre giorni dedicati, in determinati orari anche ai semplici appassionati o buongustai che fanno dei prodotti artigianali di altissima qualità il loro punto di riferimento.

Goormee non poteva mancare perché rappresenta e si identifica con questo mondo di prodotti di qualità e artigiani appassionati del proprio lavoro o della propria “missione”, sarebbe meglio dire. Una realtà che, come sempre, raccontiamo, diffondiamo e vogliamo difendere, per difendere anche noi stessi e un’Italia che, altrimenti, rischierebbe di scomparire. Questa è Goormee, sempre alla ricerca di buoni prodotti, incantevoli territori, grandi tradizioni e passioni, sapienti artigiani e le loro affascinanti storie da raccontare.

taste, il gusto in mostra

La kermesse

Una manifestazione attesissima dagli operatori del settore e non solo che quest’anno ha visto la partecipazione di oltre 400 aziende, in crescita netta rispetto alla scorsa edizione con decine di migliaia di visitatori nell’arco delle tre giornate (10-12 marzo) con circa il 25% di questi provenienti da oltre 50 paesi esteri. Una rassegna che ha visto anche quest’anno un fitto calendario di eventi che precedono, accompagnano e chiudono la manifestazione: “Taste Ring” e “Fuori di Taste”, eventi nell’evento, dentro e fuori la Leopolda in varie location, che hanno visto la partecipazione di chef stellati, sommelier, critici e giornalisti del settore discutere, confrontarsi e orientarsi sui prossimi futuri trend in cucina e sui temi attuali; una sezione dedicata alle degustazioni chiamata “Taste Tour” dove le aziende partecipanti propongono i loro prodotti; “Taste Tool” che ha avuto una parte dell’esposizione dedicata ai prodotti che sono connessi in qualche modo al cibo o alla cucina ma non necessariamente food.

Gli espositori

Per gli espositori, un modo non solo per fare business, ma anche per avere l’occasione di raccontare, di spiegare, di divulgare le proprie tradizioni e far provare i loro prodotti. Solo così, forse, chi sta dall’altra parte riesce a cogliere quanta passione, quanto impegno e quanto entusiasmo, spesso non ripagati nella giusta misura, mettano questi artigiani nel tentare di far arrivare sulle nostre tavole, perché non è sempre facile, qualcosa che non sia solo buono ma anche, e soprattutto, sano. Sappiamo bene, perché le conferme in questo senso non mancano, che esiste un rapporto diretto tra la nostra salute e quello che mangiamo: vogliamo citare una evidenza su tutte in questo senso che è la dieta mediterranea, un regime alimentare che ha ricevuto di recente il riconoscimento a livello mondiale come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Una tendenza che, seppur in maniera più generica, ritroviamo nella ricerca di prodotti biologici, nel ritorno alla terra e a metodi ora quasi scomparsi e che si cerca di recuperare; una voglia di genuinità che il consumatore medio evidentemente avverte.

eccellenze enogastronomiche italiane

Questi piccoli produttori, infatti, recuperando metodi e materie prime di un tempo o, proseguendo la tradizione di famiglia tramandata di padre in figlio, hanno a cuore proprio questo: qualità, genuinità, semplicità. Potremmo aggiungere anche tanta pazienza nel lavoro che compiono quotidianamente perché, non è facile, come dicevamo prima, in un mondo che corre e che lascia poco alla meditazione e alla giusta attenzione da dedicare a ciò che mangiamo, riuscire ad imporsi e trovare sul mercato la giusta collocazione.

Il tempo è un altro elemento distintivo fondamentale che va considerato per comprendere la differenza tra un salume o un formaggio di questo tipo da altri prodotti: in comune tra loro, i prodotti esposti in questo luogo, hanno infatti l’essere figli di un tempo che scorre lento, sinonimo anche di naturalezza, rispetto alla velocità dell’industria e del mercato, alla frenesia del consumo. Potremmo quindi dire che il tempo è in qualche modo sinonimo di qualità. Non a caso associazioni come Slow Food sono nate anche per recuperare questa consapevolezza.

I prodotti

Una qualità che ha i suoi costi e che dunque va pagata ad un prezzo superiore alla media. In un primo momento si potrebbe essere indotti a pensare che questa salubrità sia a portata solo di chi se lo può permettere, come se la qualità fosse solo appannaggio di una certa fascia di consumatori. In parte, purtroppo è così, ma non è certo colpa di speculazioni da parte dei produttori, anzi, mentre per il resto è frutto di scelte soggettive. Queste dovrebbero, a nostro parere, mettere sempre al primo posto la qualità piuttosto che il prezzo, anche quando non si hanno grandi disponibilità: meglio mangiare e bere bene ogni tanto piuttosto che male sempre.

Qui, invece, non c’è modo di sbagliarsi: né nel provare questi meravigliosi prodotti che vanno, dalla pasta al pane, dai formaggi ai salumi, dai dolci e il cioccolato fino alle confetture extra di frutta, dalle spezie al vino in un caleidoscopio di colori e sapori; né si rischia di perder tempo nell’ascoltare le storie di questi artigiani dei sapori, i veri artigiani della qualità: dal salumiere di origini siciliane che, emigrato al contrario, ritornando nella terra dei suoi genitori è riuscito a costruire una realtà che produce salumi siciliani e che vede crescere il suo successo di anno in anno;

il meglio della produzione alimentare italiana

alla sfida lanciata da due ragazzi emiliani che si sono inventati una diversa tipologia di culatello, che hanno battezzato Nebbione, e che ha un sapore tutto suo, molto lontano dal primo e che lo rende unico, pur usando la stessa materia prima; al formaggio Blu61, un formaggio erborinato affinato in vino Raboso Passito Veneto e mirtilli rossi, ideato dalla Casearia Carpenedo o, meglio, dal suo capostipite Antonio che, volendo celebrare i suoi 50 anni di matrimonio con sua moglie, creò questo capolavoro; oppure alle squisite confetture extra di frutta prodotte da tre grintose sorelle lucane; alla piccola realtà di Cantiano che produce dalle visciole (una varietà particolare coltivata solo nelle Marche) un vino inebriante e delle confetture deliziose; non da meno sono le storie di chi ha fatto della ricerca del tartufo la sua professione e qui sono tante le aziende umbre, marchigiane e piemontesi che detengono il primato in questo campo; così come è affascinate ascoltare le storie di alcune famiglie gragnanesi che si tramandano sapienza e passione nel realizzare una pasta unica; o quella di un antico forno di Matera che produce il famoso pane e che ci informa della vecchia contesa con Altamura per il primato di questa tipicità.

formaggi italiani

Si potrebbe continuare a lungo in questa direzione tante sono le storie di queste persone e dei loro prodotti, tutte affascinanti, da rischiare di passare la giornata perdendosi tra un banco e l’altro tralasciando tutto il resto che di buono c’è da gustare e ascoltare. Bisogna, però, continuare il nostro viaggio ideale.

Alla fine del nostro percorso siamo stati accolti dal “Taste Shop” un punto vendita organizzato dove trovare la maggior parte dei prodotti delle aziende espositrici e che magari sono stati assaggiati in degustazione. Un modo per portar a casa un “ricordo” tangibile della rassegna e della bontà di questi prodotti. Non ci rimane che attendere il prossimo anno!

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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