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Percorsi enogastronomici nel Lazio

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il giardino di ninfa è un parco naturale e un borgo medievale antico

La nostra penisola è certamente un luogo baciato dal sole e dalla fortuna se pensiamo alla sua posizione geografica e alle bellezze storiche, architettoniche ma soprattutto naturali che racchiude. Dai paesaggi collinari, alle pianure, alle cime montuose, ai litorali marittimi, ciascuno di essi è punteggiato da sue proprie caratteristiche: i vigneti, i frutteti, i pascoli, i boschi, i laghi, i campi coltivati. Tutto in un quadro armonioso di colori, profumi e varietà. Oggi proponiamo un percorso in un’area del Lazio ricca di cultura, storia e tradizioni enogastronomiche.

Cori e i Monti Lepini

Il nostro percorso comincia da Cori, paese che conserva la sua struttura rinascimentale, apprezzata per il vino e l’olio. Qui è possibile visitare diverse cantine dove gustare gli ottimi Doc, Rosso e Bianco. Dalle cantine, e dopo aver assaggiato la cucina locale, si possono fare due passi per scoprire il Parco Naturale dei Monti Lepini e la natura circostante.

Da Cori muoviamo verso Norma, città antichissima dove sono ancora visibili le vecchie mura ciclopiche della vetusta Norba. In novembre, qui si tiene la ormai famosa Sagra della Castagna, in cui si possono gustare piatti della tradizione locale insieme ad altri legati appunto alle castagne. Da Norma a Bassiano, il passo è breve e il gusto è appagato: questo borgo è diventato famoso per la produzione di un prosciutto crudo dal sapore intenso e delicato allo stesso tempo. Oltre al prosciutto, che rappresenta il fiore all’occhiello di questo borgo, c’è tutta la produzione della tradizione norcina locale che vale la pena di essere testata.

Meta successiva che si presenta davanti a noi scendendo dai Lepini verso la pianura dell’Agro Pontino è l’abbazia di Valvisciolo, gioiello architettonico religioso istituito nel XII secolo da monaci greci. Legato alla storia dei Templari che lo occuparono e restaurarono nel XIII secolo, conserva in diversi punti ancora i segni del loro passaggio, così come elementi esoterici di rilievo quali il quadrato magico palindromo SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS. Poco lontano ci attende Sermoneta, borgo medievale rimasto pressoché intatto a cominciare dal suo castello Caetani, fulcro dell’abitato intorno al quale si dipanano strade e vicoli che sembrano riportarci indietro nei secoli. Sermoneta è un’ottima meta non solo di valore storico ma anche famosa per le visciole, che qui vengono trasformate in squisite marmellate e prelibate crostatine.

Verso l’Agro Pontino

Abbandoniamo Sermoneta per entrare nella piana dell’Agro Pontino dove si può fare un altro viaggio nel tempo visitando il Giardino di Ninfa: un antichissimo borgo medievale che visse vicende alterne tra guerre, assedi, contrasti tra il papato e le famiglie nobili delle varie epoche storiche, fino alla completa distruzione avvenuta nel 1381. Oggi è un giardino che, oltre a vari arbusti e piante di interesse scientifico, mostra diversi ruderi di quel borgo e la sua struttura originaria, tra ruscelli e laghetti, testimoni di un passato palustre di quest’area.

Proseguendo il nostro breve viaggio in direzione del mare ci troviamo a Latina, la vecchia Littoria, fondata durante il fascismo a seguito della bonifica delle paludi pontine. Di interesse più che altro architettonico, infatti vi si trovano diversi edifici, da quelli istituzionali a quelli abitativi, espressione della corrente razionalista in voga in quel periodo.

Il golfo di Terracina colorato da uno splendido tramonto

Il Circeo

A circa 30 km a sud di Latina, lungo la statale 148, entriamo nell’area naturale protetta fra le più antiche d’Italia: il Parco Nazionale del Circeo, istituito nel 1934. Da qui è possibile godersi non solo l’area naturale che comprende il bosco, i laghi di Paola e di Fogliano ma anche il mare e le famose dune che ne costituiscono l’argine naturale ed un paesaggio mozzafiato, specie se lo si guarda in direzione del monte Circeo.

Il monte Circeo che si staglia come un monolite in un’area pianeggiante è interessante sia dal punti di vista naturalistico che storico-archeologico. Infatti, sono diversi i sentieri che si snodano tra i fianchi e la vetta della montagna per immergersi nella natura incontaminata e godere, nelle giornate limpide, di paesaggi e panorami mozzafiato. Il monte custodisce altresì i ruderi delle mura della antica Circeii, fondata secondo la leggenda da Arrunte, figlio di Tarquinio il Superbo, uno dei re di Roma, e alcune grotte dove sono stati scoperti dei resti fossili risalenti al Paleolitico che testimoniano la presenza in zona dell’uomo di Neanderthal e dell’Homo Sapiens.

Immerse nel Parco del Circeo troviamo Sabaudia e San Felice Circeo. La prima è una cittadina che somiglia un po’ a Latina ma in piccolo, in quanto anche questa fondata nel ventennio durante la bonifica. Oggi, oltre a presentare una struttura e degli edifici razionalisti intatti è prevalentemente un tranquillo centro turistico tra il Parco, il lago e le dune. A pochi chilometri di distanza c’è San Felice Circeo, un antico borgo di pescatori che negli anni 60 del secolo scorso, in pieno boom economico italiano, ha conosciuto un forte sviluppo grazie al successo enorme come sede di vacanze d’élite, specie della borghesia romana oltre che di alcuni personaggi del mondo del cinema e dello spettacolo.

Tra le bontà enogastronomiche della zona non possiamo non consigliare la mozzarella di bufala Dop in quanto questa zona è inclusa tra quelle che possono produrre, da disciplinare, questo squisito formaggio. Così come non possiamo non accennare al vino Doc di quest’area: il Circeo, sia rosso che  bianco ottenuto da vitigni quali Trebbiano e Malvasia o Sangiovese e Merlot.

Terracina

Come si suole dire, dulcis in fundo. Eccoci allora alla fine del nostro breve viaggio che ci porta a Terracina, l’antica Anxur. In un lontano passato è stata un’importante porto e una cittadina dedita ad un fiorente commercio, quindi politicamente rilevante.  Salendo verso la parte alta della città, quella più antica, si possono ammirare diverse testimonianze di questo prestigioso passato, la più bella delle quali, che lascia incantati, è senza dubbio il foro Emiliano, conservato esattamente così come era in epoca romana. Accanto a questo, degni di nota sono il Capitolium e il bellissimo duomo di origini antichissime edificato sui resti di un antico tempio romano. Sulla parte più alta della montagna che si erge su Terracina si trova il complesso del Tempio di Giove Anxur, una vera zona sacra della città antica con un grande tempio nella parte centrale di cui sono visibili oggi i suoi resti. Tra le altre testimonianze storiche vi sono le rovine dell’antico porto di Traiano e il famoso Pisco Montano, un simbolo, dove sono evidenti i tagli operati dagli ingegneri Romani per permettere il passaggio della via Appia.

Terracina, oltre ad essere un attivissimo centro turistico e di pesca, vanta una grande tradizione enogastronomica. Passeggiando per le sue strade non si può fare a meno di notare la grande varietà di locali e ristoranti dove è possibile gustare la vera cucina terracinese di qualità a base soprattutto di pesce fresco, date le origini, ma anche di ottima carne. Tra i vini bianchi da sorseggiare accanto ad un buon pranzo di pesce segnaliamo il Moscato di Terracina Doc nella versione secco.

Qui termina il nostro itinerario, tra prodotti e paesaggi dei Monti Lepini e dell’Agro Pontino. Non ci resta che goderci uno spettacolare tramonto sul mare e sul Circeo dal nostro palco privilegiato di uno dei tanti ristoranti del posto, sorseggiando del Moscato di Terracina su delle deliziose ciambelle al vino locali.

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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