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La festa della Pasta di Gragnano

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la pasta di gragnano, cinquecento anni di storia, tradizione e qualità

La città in fermento per la Festa della Pasta di Gragnano

Dopo 4 anni ritorna la Festa della Pasta di Gragnano in questo fazzoletto di terra baciato dal sole e dal mare, dove la pasta è stata per secoli, ed è tuttora, il fulcro intorno al quale si dipanano le vicende professionali e personali dei gragnanesi. La pasta rappresenta quindi tutto per questo luogo: Gragnano vuol dire pasta e pasta vuol dire Gragnano.

Un luogo che la natura ha eletto come magico determinando le  condizioni che ne hanno permesso la produzione di questa prelibatezza: si pensi all’acqua pura che proviene dai monti Lattari, e che ha visto tutta una valle, quella antica dei mulini, organizzarsi per poterla utilizzare quale strumento per far girare le pale e nello stesso tempo farne uno degli ingredienti principali insieme alla semola; o all’aria che dal mare accarezza dolcemente questo posto, tanto che via Roma è stata studiata, così come le sue abitazioni, per poter agevolare e rendere più efficace il suo fluire così da permettere la migliore essiccazione possibile della pasta stesa in strada.

Quindi come si può non celebrare questa ricchezza, l'”oro bianco” si diceva una volta, che affonda le sue radici ancor prima che il re Ferdinando II di Borbone la scegliesse per la sua corte.

Ecco allora che Gragnano in questi giorni, dal 8 al 10 Settembre si trasforma in un grande teatro a cielo aperto dove si celebra la pasta in tutte le sue forme e ed in tutti i suoi sapori. Saranno infatti 11 pastifici insieme ad altrettanti star chef della zona, provenienti da alcuni dei ristoranti più rinomati, a preparare i piatti delle loro ricette tra le vie del paese offrendole al pubblico a partire dalle 20. Tra i grandi chef ci sarà anche Alfonso Iaccarino, in qualità di testimonial e ambasciatore nel mondo della cucina mediterranea e della pasta di Gragano IGP.

Pasta, amore e…pomodoro

IL tema della manifestazione è quello della fine degli anni 50 in Italia, quando dopo la disastrosa guerra, il Paese ricominciava a crescere e a sperare in un futuro. il tempo in cui Sophia Loren e Vittorio de Sica giravano “Pane, amore e” e rappresentavano  proprio quell’Italia, distrutta nell’animo ma desiderosa di guardare avanti anche con una certa spensieratezza. Qualcosa di simile sta accedendo in questo periodo nel comparto food, specie per la pasta, dove si stanno iniziando a vedere i primi segnali di una lenta ripresa, stando a quello che dicono i pastai. Pertanto, gli organizzatori hanno voluto ispirarsi a quell’atmosfera proprio prendendo in prestito il titolo del film e declinandolo per l’occasione con pasta e pomodoro, due elementi strettamente connessi nella cultura della cucina italiana.

Lungo la famosa via Roma, una volta essiccatoio naturale della pasta che era esposta in strada, verranno montati gli stand e le cucine, trasformandola in una grande sala da pranzo.

Ogni serata avrà il suo piatto di riferimento:

  • ieri è stata la volta della pasta al pomodoro, selezionato tra i migliori produttori campani: un classico che rappresenta forse la cucina italiana intera oltre che la tradizione partenopea.
  • Nella seconda serata, il tema della cucina sarà la pasta del giorno dopo così come verrà interpretata dagli chef, ed infine,
  • nella serata di domenica verrà dato spazio a due temi della cucina tradizionale napoletana: la Genovese ed il Ragù.

Non sarà però soltanto un’occasione culinaria ma anche di spettacolo in quanto nella prima serata si alterneranno sul palco prima un comico napoletano simpaticissimo, Simone Schettino ed a seguire una sorpresa per i più giovani: il ballerino Sven Otten, ormai reso famoso da una pubblicità di un gestore telefonico.

Nella seconda serata, musica di spessore con il cantautore Enzo Avitabile e negli altri giorni saranno presenti diversi artisti di strada.

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Francesco Coccia

Sono Francesco Coccia e ormai, sulla soglia dei 50 anni, il cosiddetto “giro di boa”, finalmente posso dire di aver dato sfogo alla mia passione. Di cosa si tratta? Beh, potreste dire che è alquanto semplice intuire che mi piaccia il buon mangiare ed il buon bere, ma non è solo questo. Quello che amo di un buon piatto o di un buon vino è, oltre alla qualità ed al sapore, la sua storia. Da dove proviene, chi ne è stato l’artefice, qual è la tradizione a cui è legato così come il territorio che ne rappresenta la sua culla. Mi piace andare a ritroso alla ricerca delle radici più profonde. Se volete, è un po’ come conoscere e scoprire la storia di una persona, per certi versi.

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